Gli stranieri Olimpia più titolati

Shavon Shields, come giá detto, ha raggiunto, col tricolore 2026, il decimo trofeo in maglia Olimpia. Oltre all’ultimo campionato, il numero 31 dell’EA7 ha conquistato altri 3 scudetti (2021/22, 2022/23 e 2023/24), cui ha aggiunto 3 Coppe Italia (2021, 2022, 2026) e altrettante Supercoppe (2020, 2024, 2025). E’ lo straniero, per distacco, ad aver collezionato il maggior numero di titoli a Milano, precedendo Tarczewski (fermo a 7), il trio LeDay, McAdoo e Hines (ciascuno a quota 6) e Micov (con 5 coppe in biancorosso). Shavon Shields e Andrea Cinciarini sono gli unici atleti nella storia dell’Olimpia Milano ad aver festeggiato 3 Coppe Italia.

★★★

Sotto, l’elencazione dei giocatori stranieri più titolati con la canotta dell’Olimpia…

GIOCATORETITOLIMILITANZATROFEI VINTI
Shavon Shields1064 Scudetti, 3 Coppe Italia, 3 Supercoppe
Kaleb Tarczewski752 Scudetti, 2 Coppe Italia, 3 Supercoppe
Zach Leday631 Scudetto, 2 Coppe Italia, 3 Supercoppe
Bob McAdoo 642 Scudetti, 1 Coppa Italia, 2 Coppe dei Campioni, 1 Coppa Intercontinentale
Kyle Hines 643 Scudetti, 2 Coppe Italia, 1 Supercoppa
Vlado Micov541 Scudetto, 1 Coppa Italia, 3 Supercoppe

Le finali scudetto dell’Olimpia nella storia

L’Olimpia -battuta 3-0 ai quarti Reggio Emilia e sconfitta 3-1 Brescia nel turno successivo- disputa la serie finale playoff per la 23^ volta: ha conquistato lo scudetto in 12 occasioni (6 nell’era Armani) su 22 e si è aggiudicata la serie in 6 delle ultime 7 partecipazioni all’atto conclusivo del campionato. Da segnalare una striscia di 8 finali consecutive tra il 1982 e il 1989 di cui 5 vinte. Negli ultimi 15 anni Milano ha conquistato la finale in 9 occasioni; è la 5^ nelle ultime 6 stagioni.

Il record di tricolori vinti con la formula playoff appartiene, fra gli allenatori biancorossi, a Dan Peterson, che vanta 4 successi (su 7 finali in panchina), fra i quali quello della doppia stella. Negli ultimi 15 anni Milano ha conquistato la finale in 9 occasioni; è la 5^ nelle ultime 6 stagioni.

Nelle imminenti finali 2026, l’Olimpia incrocerà una tra la Virtus Bologna e la Reyer Venezia, storiche rivali dei milanesi, peraltro le uniche due formazioni nell’ultimo decennio ad aver vinto un titolo (Bologna nel 2021 e nel 2025 e Venezia nel 2017 e nel 2019) interrompendo il dominio milanese. Di seguito, elenchiamo tutte le finali disputate dall’Olimpia nell’epoca dei playoff…

STAGIONEESITOSERIE FINALERISULTATOCOACHSPONSOR
1978/79Olimnpia Milano – Virtus Bologna0 – 2Dan PetersonBilly
1981/8220° scudetto★★Olimpia Milano – VL Pesaro2 – 0Dan PetersonBilly
1982/83Olimpia Milano – Virtus Roma1 – 2Dan PetersonBilly
1983/84Olimpia Milano – Virtus Bologna1 – 2Dan PetersonSimac
1984/8521° scudettoOlimpia Milano – VL Pesaro2 – 0Dan PetersonSimac
1985/8622° scudettoOlimpia Milano – Juvecaserta2 – 1Dan PetersonSimac
1986/8723° scudettoOlimpia Milano – Juvecaserta3 – 0Dan PetersonTracer
1987/88Olimpia Milano – VL Pesaro1 – 3Franco CasaliniTracer
1988/8924° scudettoOlimpia Milano – Libertas Livorno3 – 2Franco CasaliniPhilips
1990/91Olimpia Milano – Juvecaserta2 – 3Mike D’AntoniPhilips
1995/9625° scudettoOlimpia Milano – Fortitudo Bologna3 – 1Bogdan TanjevicStefanel
2004/05Olimpia Milano – Fortitudo Bologna1 – 3Lino LardoArmani Jeans
2008/09Olimpia Milano – Mens Sana Siena0 – 4Piero BucchiArmani Jeans
2009/10Olimpia Milano – Mens Sana Siena0 – 4Piero BucchiArmani Jeans
2011/12Olimpia Milano – Mens Sana Siena1 – 4Sergio ScarioloEA7 Emporio Armani
2013/1426° scudettoOlimpia Milano – Mens Sana Siena4 – 3Luca BanchiEA7 Emporio Armani
2015/1627° scudettoOlimpia Milano – Pallacanestro Reggiana4 – 2Jasmin RepesaEA7 Emporio Armani
2017/1828° scudettoOlimpia Milano – Aquila Trento4 – 2Simone PianigianiEA7 Emporio Armani
2020/21Olimpia Milano – Virtus Bologna0 – 4Ettore MessinaA|X Armani Exchange
2021/2229° scudettoOlimpia Milano – Virtus Bologna4 – 2Ettore MessinaA|X Armani Exchange
2022/2330° scudetto★★★Olimpia Milano – Virtus Bologna4 – 3Ettore MessinaEA7 Emporio Armani
2023/2431° scudettoOlimpia Milano – Virtus Bologna3 – 1Ettore MessinaEA7 Emporio Armani
2025/26?Olimpia Milano – ??Giuseppe PoetaEA7 Emporio Armani

Gli aggiornamenti di aprile 2026 della sezione “Storia del Club”, e l’introduzione della sezione separata “Fonti” di Olimpia Milano Box Score

Abbiamo rinnovato anche la sezione “Credits”: da essa è stata scorporata, e inserita nel menù, la voce “Fonti” suddivisa poi -vista la mole di materiale introdotta- in “Bibliografia”, “Filmografia” e “Sitografia”.

Nuovi aggiornamenti anche nella sezione “Storia del Club” dove, alla voce “Statistiche” è comparsa la pagina “Competizioni internazionali”, all’interno della quale si possono indagare i capitoli “Coppa dei Campioni”, “Coppa delle Coppe”, “Coppa Korac”, “Coppa Intercontinentale”, “Coppa Latina” e, infine, “I trofei internazionali dell’Olimpia” (dove abbiamo inserito tutte le menzioni delle finali europee e mondiali del Club milanese).

Siamo andati ad aggiungere, infine, tre nuovi poster nel già ricchissimo paragrafo “Olimpioteca”.

Appuntamento per domani, sabato 11 aprile, con la presentazione del volume “Lou Carnesecca. Da Pontremoli a New York”


C’è anche tanta Olimpia Milano nel libro “Lou Carnesecca. Da Pontremoli a New York”, di Lorenzo Mangini, pubblicato da Erga Edizioni, che andiamo a presentare domattina. Ospiti, per ricordare il leggendario Coach di origini italiane, Dino Meneghin e Arthur Kenney. Ingresso libero.

Un nuovo libro sull’Olimpia: “Band of Brothers”


In concomitanza con il 90° compleanno del Club, segnaliamo -come da tradizione- una nuova pubblicazione riguardante l’Olimpia. Si tratta di “Band of Brothers”, un’opera “privata” (non commercializzata), realizzata da Arthur Kenney, uno dei grandi miti del Simmenthal, che vuole essere un tributo al suo periodo in Olimpia e un omaggio per i compagni di squadra e i protagonisti di quel periodo. Il volume consta di 172 pagine, è arricchito da foto a colori ed è dedicato a Giorgio Armani.

Dall’ingresso del marchio Simmenthal al posto di Borletti, l’Olimpia aveva vinto dal 1956 al 1967 nove scudetti e una Coppa dei Campioni. Aveva firmato un’epoca, era stata una dinastia. I migliori giocatori italiani, con pochissime eccezioni, avevano tutti vestito la maglia rossa dell’Olimpia costruendone la leggenda: Cesare Rubini, Sergio Stefanini, Romeo Romanutti, Ricky Pagani, Sandro Gamba, Gianfranco Pieri, Sandro Riminucci, Paolo Vittori, Gabriele Vianello fino a Massimo Masini e Giulio Iellini che – giovanissimi – avevano legato un’epoca a quella successiva. Quella che qui i suoi protagonisti intendono raccontare. L’epoca 1970-1973 nel basket italiano sarà sempre ricordata come l’epoca dei tre spareggi consecutivi tra l’Ignis Varese e il Simmenthal Milano. Anche se nel decennio precedente e di nuovo nel decennio successivo, la superiorità di Milano è stata quasi sempre schiacciante, in quel periodo bisogna riconoscere che Varese era davvero un avversario speciale. E persino superiore. Non solo, approfittando dal ricambio generazionale aveva superato l’Olimpia in Italia, ma il suo modello si era rivelato dominante anche in Europa. Nel 1970, quando Arthur Kenney lasciò la squadra francese di Le Mans per giocare a Milano, l’Ignis era la squadra Campione d’Europa. E avrebbe giocato dieci finali consecutive. A quei tempi, per partecipare alla Coppa dei Campioni, dovevi vincere lo scudetto o vincere la Coppa e ottenere la qualificazione come detentore del titolo. Vincendo il discusso spareggio di Roma nel 1971, l’Ignis rese possibile la sua striscia. Se avesse perso, l’anno seguente non avrebbe partecipato. Varese vinse la Coppa dei Campioni nel 1970, nel 1972, nel 1973, ma giocò la finale anche nel 1971 e nel 1974. In altre parole, durante quel periodo di forte rivalità, quel periodo di spareggi, quasi inevitabili, il Simmenthal doveva competere contro un avversario formidabile. Contro i più forti d’Europa. Questa deve essere la premessa per comprendere appieno quanto fosse difficile il lavoro di quel Simmenthal, di che valore abbiano – riletti oggi – quei tre spareggi e quelle vittorie. Nel 1972, ad esempio, l’anno d’oro di quel gruppo di giocatori, l’Olimpia sconfisse Varese sia in campionato, nello spareggio di Roma, sia in Coppa Italia, nella finale di Torino. L’Olimpia vinse anche la Coppa delle Coppe completando lo slam dei propri impegni, o il triplete, o la triplice corona. Per farlo dovette sconfiggere la squadra che nello stesso 1972 vinse la Coppa dei Campioni. Era la più forte squadra d’Europa ma non era la più forte squadra d’Italia! Il segreto di quel Simmenthal speciale era rappresentato da un’organizzazione societaria al tempo stesso impeccabile e familiare. Tutti avevano un ruolo, tutti lo eseguivano al meglio, ma l’atmosfera era quella della confraternita. Lo sponsor Simmenthal, della famiglia Sada, rappresentava un business internazionale, ma era un’azienda a conduzione familiare. I giocatori di basket non entravano a far parte di un club ma di una famiglia. Il proprietario del club, il Presidente Adolfo Bogoncelli, non aveva figli e considerava tali i suoi giocatori: Sergio Stefanini lavorava per lui e gli segnalò Basilio Andolfo per un ruolo molto simile a quello che oggi sarebbe general manager. Andolfo, un tuttofare ricco di passione, energia ed entusiasmo, lavorava per Stefanini. Quando diventò la figura operativa centrale del club considerava i giocatori fratelli da seguire ovunque. Anche Pagani lavorava per Bogoncelli. Nella costruzione di una cultura societaria, prendersi cura dei propri giocatori anche quando se ne andavano era vitale. Cesare Rubini era una specie di padre surrogato dei suoi giocatori. Era duro, inflessibile, anche provocatorio ma leale. Pretendeva tanto e dava tanto. Trasudava carisma. Anche lui non aveva figli. Anche lui, come Bogoncelli, considerava i giocatori la sua famiglia. E Sandro Gamba era il suo assistente, l’uomo degli schemi, lo scout, ma anche un fratello maggiore per i giocatori di quel gruppo. Quest’atmosfera, questo clima, passava dal vertice alla base. Alla fine, coinvolgeva tutti. Tutti erano fratelli, tutti dispensavano attenzione, rispetto, scherzi, saggezza. Erano una “Band of Brothers”. Erano fratelli dentro e fratelli fuori del campo. Lo sono anche adesso, a decenni di distanza, a migliaia di chilometri di distanza uno dall’altro, ognuno con la sua storia differente, professionale, umana, familiare. Resteranno sempre fratelli.

“Band of Brothers – Simmenthal Milano 1970-1972″ va ad arricchire la ormai corposissima bibliografia a tema Olimpia che abbiamo tentato di allestire -e tenere aggiornata- su questo blog tematico.

Presentazione del libro “Lou Carnesecca. Da Pontremoli a New York” alla Polisportiva Garegnano di Milano

Dopo gli eventi sportivo/letterari allestiti nel 2025 dalla Redazione, e dopo gli appuntamenti del febbraio scorso col libro di Werther Pedrazzi “Scarpette Rosse”, aggiorniamo la rassegna delle presentazioni organizzate da OBS invitando tutti a quella riguardante il volume “Lou Carnesecca. Da Pontremoli a New York”, di Lorenzo Mangini, i cui dettagli compaiono nella locandina in coda al post. Nel libro -come già detto- sono presenti molteplici “connections” con l’Olimpia e alcune delle sue glorie: ospiti, pertanto, in questa data, Arthur Kenney e Dino Meneghin.