Gli aggiornamenti di aprile 2026 della sezione “Storia del Club”, e l’introduzione della sezione separata “Fonti” di Olimpia Milano Box Score

Abbiamo rinnovato anche la sezione “Credits”: da essa è stata scorporata, e inserita nel menù, la voce “Fonti” suddivisa poi -vista la mole di materiale introdotta- in “Bibliografia”, “Filmografia” e “Sitografia”.

Nuovi aggiornamenti anche nella sezione “Storia del Club” dove, alla voce “Statistiche” è comparsa la pagina “Competizioni internazionali”, all’interno della quale si possono indagare i capitoli “Coppa dei Campioni”, “Coppa delle Coppe”, “Coppa Korac”, “Coppa Intercontinentale”, “Coppa Latina” e, infine, “I trofei internazionali dell’Olimpia” (dove abbiamo inserito tutte le menzioni delle finali europee e mondiali del Club milanese).

Siamo andati ad aggiungere, infine, tre nuovi poster nel già ricchissimo paragrafo “Olimpioteca”.

Appuntamento per domani, sabato 11 aprile, con la presentazione del volume “Lou Carnesecca. Da Pontremoli a New York”


C’è anche tanta Olimpia Milano nel libro “Lou Carnesecca. Da Pontremoli a New York”, di Lorenzo Mangini, pubblicato da Erga Edizioni, che andiamo a presentare domattina. Ospiti, per ricordare il leggendario Coach di origini italiane, Dino Meneghin e Arthur Kenney. Ingresso libero.

Un nuovo libro sull’Olimpia: “Band of Brothers”


In concomitanza con il 90° compleanno del Club, segnaliamo -come da tradizione- una nuova pubblicazione riguardante l’Olimpia. Si tratta di “Band of Brothers”, un’opera “privata” (non commercializzata), realizzata da Arthur Kenney, uno dei grandi miti del Simmenthal, che vuole essere un tributo al suo periodo in Olimpia e un omaggio per i compagni di squadra e i protagonisti di quel periodo. Il volume consta di 172 pagine, è arricchito da foto a colori ed è dedicato a Giorgio Armani.

Dall’ingresso del marchio Simmenthal al posto di Borletti, l’Olimpia aveva vinto dal 1956 al 1967 nove scudetti e una Coppa dei Campioni. Aveva firmato un’epoca, era stata una dinastia. I migliori giocatori italiani, con pochissime eccezioni, avevano tutti vestito la maglia rossa dell’Olimpia costruendone la leggenda: Cesare Rubini, Sergio Stefanini, Romeo Romanutti, Ricky Pagani, Sandro Gamba, Gianfranco Pieri, Sandro Riminucci, Paolo Vittori, Gabriele Vianello fino a Massimo Masini e Giulio Iellini che – giovanissimi – avevano legato un’epoca a quella successiva. Quella che qui i suoi protagonisti intendono raccontare. L’epoca 1970-1973 nel basket italiano sarà sempre ricordata come l’epoca dei tre spareggi consecutivi tra l’Ignis Varese e il Simmenthal Milano. Anche se nel decennio precedente e di nuovo nel decennio successivo, la superiorità di Milano è stata quasi sempre schiacciante, in quel periodo bisogna riconoscere che Varese era davvero un avversario speciale. E persino superiore. Non solo, approfittando dal ricambio generazionale aveva superato l’Olimpia in Italia, ma il suo modello si era rivelato dominante anche in Europa. Nel 1970, quando Arthur Kenney lasciò la squadra francese di Le Mans per giocare a Milano, l’Ignis era la squadra Campione d’Europa. E avrebbe giocato dieci finali consecutive. A quei tempi, per partecipare alla Coppa dei Campioni, dovevi vincere lo scudetto o vincere la Coppa e ottenere la qualificazione come detentore del titolo. Vincendo il discusso spareggio di Roma nel 1971, l’Ignis rese possibile la sua striscia. Se avesse perso, l’anno seguente non avrebbe partecipato. Varese vinse la Coppa dei Campioni nel 1970, nel 1972, nel 1973, ma giocò la finale anche nel 1971 e nel 1974. In altre parole, durante quel periodo di forte rivalità, quel periodo di spareggi, quasi inevitabili, il Simmenthal doveva competere contro un avversario formidabile. Contro i più forti d’Europa. Questa deve essere la premessa per comprendere appieno quanto fosse difficile il lavoro di quel Simmenthal, di che valore abbiano – riletti oggi – quei tre spareggi e quelle vittorie. Nel 1972, ad esempio, l’anno d’oro di quel gruppo di giocatori, l’Olimpia sconfisse Varese sia in campionato, nello spareggio di Roma, sia in Coppa Italia, nella finale di Torino. L’Olimpia vinse anche la Coppa delle Coppe completando lo slam dei propri impegni, o il triplete, o la triplice corona. Per farlo dovette sconfiggere la squadra che nello stesso 1972 vinse la Coppa dei Campioni. Era la più forte squadra d’Europa ma non era la più forte squadra d’Italia! Il segreto di quel Simmenthal speciale era rappresentato da un’organizzazione societaria al tempo stesso impeccabile e familiare. Tutti avevano un ruolo, tutti lo eseguivano al meglio, ma l’atmosfera era quella della confraternita. Lo sponsor Simmenthal, della famiglia Sada, rappresentava un business internazionale, ma era un’azienda a conduzione familiare. I giocatori di basket non entravano a far parte di un club ma di una famiglia. Il proprietario del club, il Presidente Adolfo Bogoncelli, non aveva figli e considerava tali i suoi giocatori: Sergio Stefanini lavorava per lui e gli segnalò Basilio Andolfo per un ruolo molto simile a quello che oggi sarebbe general manager. Andolfo, un tuttofare ricco di passione, energia ed entusiasmo, lavorava per Stefanini. Quando diventò la figura operativa centrale del club considerava i giocatori fratelli da seguire ovunque. Anche Pagani lavorava per Bogoncelli. Nella costruzione di una cultura societaria, prendersi cura dei propri giocatori anche quando se ne andavano era vitale. Cesare Rubini era una specie di padre surrogato dei suoi giocatori. Era duro, inflessibile, anche provocatorio ma leale. Pretendeva tanto e dava tanto. Trasudava carisma. Anche lui non aveva figli. Anche lui, come Bogoncelli, considerava i giocatori la sua famiglia. E Sandro Gamba era il suo assistente, l’uomo degli schemi, lo scout, ma anche un fratello maggiore per i giocatori di quel gruppo. Quest’atmosfera, questo clima, passava dal vertice alla base. Alla fine, coinvolgeva tutti. Tutti erano fratelli, tutti dispensavano attenzione, rispetto, scherzi, saggezza. Erano una “Band of Brothers”. Erano fratelli dentro e fratelli fuori del campo. Lo sono anche adesso, a decenni di distanza, a migliaia di chilometri di distanza uno dall’altro, ognuno con la sua storia differente, professionale, umana, familiare. Resteranno sempre fratelli.

“Band of Brothers – Simmenthal Milano 1970-1972″ va ad arricchire la ormai corposissima bibliografia a tema Olimpia che abbiamo tentato di allestire -e tenere aggiornata- su questo blog tematico.

Presentazione del libro “Lou Carnesecca. Da Pontremoli a New York” alla Polisportiva Garegnano di Milano

Dopo gli eventi sportivo/letterari allestiti nel 2025 dalla Redazione, e dopo gli appuntamenti del febbraio scorso col libro di Werther Pedrazzi “Scarpette Rosse”, aggiorniamo la rassegna delle presentazioni organizzate da OBS invitando tutti a quella riguardante il volume “Lou Carnesecca. Da Pontremoli a New York”, di Lorenzo Mangini, i cui dettagli compaiono nella locandina in coda al post. Nel libro -come già detto- sono presenti molteplici “connections” con l’Olimpia e alcune delle sue glorie: ospiti, pertanto, in questa data, Arthur Kenney e Dino Meneghin.

Un nuovo libro con molteplici tracce di Olimpia: “Lou Carnesecca. Da Pontremoli a New York”


Come da tradizione e seguendo una precisa linea editoriale, la Redazione di OBS segnala e celebra tutte le pubblicazioni a tema Olimpia Milano o nelle quali l’argomento sia trattato anche solo indirettamente. Nel libro “Lou Carnesecca. Da Pontremoli a New York”, di Lorenzo Mangini, pubblicato da Erga Edizioni, ci sono svariate tracce del club biancorosso, con molteplici intrecci.

L’Olimpia Milano è discreta protagonista nelle 325 pagine del volume che andiamo oggi a presentare sulle pagine di OBS. La storia dell’allenatore, per ventiquattro anni sulla panchina di St. John’s, si è intrecciata infatti con autentiche leggende della società meneghina. Il tecnico, originario della Lunigiana, ha, infatti, accompagnato il “Principe” Cesare Rubini e Sandro Gamba, i suoi migliori amici italiani, in occasione del loro ingresso nella Hall of Fame. Insieme idearono il clinic di Roma del 1966, il primo svolto in Italia da un “guru” del basket NCAA. Le dimostrazioni furono svolte dalla Italia Juniores, con un giovanissimo Dino Meneghin, che ricorda, nel suo contributo al libro, i suggerimenti e la bonomia di Lou. Quell’evento fu un crocevia e marcò l’inizio del periodo d’oro del basket nostrano, con l’argento alle Olimpiadi del 1980, superando l’Unione Sovietica, e l’oro agli Europei del 1983. Rubini era il capo della spedizione e Gamba il tecnico azzurro. Il volume racconta le origini in Lunigiana del Coach. Seguono le tappe della carriera nel basket e si conclude con le testimonianze, che formano un quadro articolato, composto di piccoli episodi e storie divertenti. Sono oltre trenta quelle inedite, con molti personaggi legati -come detto- all’Olimpia Milano come Sandro Gamba, che racconta il “suo amico Lou” in un intero capitolo, Dan Peterson, Ettore Messina, Dino Meneghin, Art Kenney e Marco Baldi (che ha trascorso tre anni a St. John’s e tratteggia un sentito ritratto umano del Coach). L’appendice, oltre al glossario, riporta nomi, personaggi e numeri del basket americano. Non è un libro solo sul basket, parla di persone e sentimenti, perché questi contano quando il tabellone della partita è spento.

“Lou Carnesecca. Da Pontremoli a New York” entra a pieno titolo nella sezione “credits” di OBS nonché nella ormai ricchissima bibliografia del blog, di tutti gli sportivi milanesi e dei tifosi Olimpia di varie generazioni. Il libro si trova su Amazon.it e nelle migliori librerie. La pubblicazione ha il patrocinio del Comune di Pontremoli ed è già entrato nella biblioteca della FIBA (Fédération Internationale de Basketball Amateur). Nell’opera sono stati inseriti dei VCode “aperti” con immagini e video sul leggendario Coach.

La proiezione del docufilm “Dan Peterson: per sempre numero uno”

Il focus del sito che state leggendo è sempre stato esplicitamente dichiarato, sin dalla genesi: Olimpia Milano Box Score, oltre a monitorare l’attualità, ha la precisa mission di ricordare e celebrare la storia della Pallacanestro Olimpia Milano. Lo fa pressoché quotidianamente attraverso le svariate sezioni al suo interno servendosi, fin dall’inizio, delle fonti bibliografiche, filmografiche e sitografiche che menzioniamo nel capitolo dedicato.

Nella filmografia dell’Olimpia appena menzionata, da qualche mese figura doverosamente il docufilm “Dan Peterson: per sempre numero uno” (2026, Italia, 90 min.). Prodotto da Fenice Film, in collaborazione con Sun Production e Switch Style, è scritto da Gino Clemente e diretto da Luca Carcano. La pellicola si compone di testimonianze, interviste esclusive ed immagini di repertorio, che ripercorrono i momenti più importanti della sua carriera: dalle università americane al Cile, fino al successo in Italia, dove Dan Peterson ha saputo conquistare tutti con il suo carisma, la sua ironia e una visione rivoluzionaria della pallacanestro. La pellicola è un omaggio a un uomo che ha saputo unire culture, generazioni e sport diversi, lasciando un segno indelebile nella memoria collettiva e nella storia dello sport mondiale. Regia: L. Carcano, S. Burloni, A. Burloni.

Da mesi la Redazione attendeva di comunicare la proiezione aperta al pubblico del docufilm dedicato al Coach prevista per venerdì 20 marzo alle ore 21,00 al Multisala “Le Giraffe” di Paderno Dugnano (dopo la presentazione avvenuta nella sala stampa della Camera dei Deputati a Roma, il 19 novembre 2025).

Coach Peterson presente. Redazione di OBS, pure.

Appuntamento odierno con la presentazione del volume “Scarpette Rosse”, e venerdì si replica


Ricordiamo che il volume “Scarpette Rosse”, uscito per Limina Edizioni in edizione implementata e corretta in occasione dei 90 anni del Club, verrà presentato oggi, domenica 15 febbraio, in un evento organizzato dalla Redazione di Olimpia Milano Box Score: appuntamento alle ore 10,45, presso la libreria “Libri e Libri” di Monza, via Italia 22, con la presenza di Werther Pedrazzi.

Chi fosse interessato alla presentazione del libro sulla storia dell’Olimpia Milano, ma non potesse essere presente nella data monzese, è invitato all’appuntamento di venerdì 20 febbraio 2026, alle ore 18,00, organizzato in collaborazione con la Polisportiva Garegnano, presso la Sala Polifunzionale “A. Cavagna” C. S. Cappelli e Sforza, via Lampugnano 80, Milano: presenti gli autori Pedrazzi e Gentile.